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Nel frutteto oggi si rende necessaria una difesa naturale dagli insetti nocivi volanti in ambito agronomico e civile, tramite una cattura massiva continua, per ridurre sensibilmente la necessità di insetticidi chimici. 

 

Nel frutteto oggi si rende necessaria una difesa naturale dagli insetti nocivi volanti in ambito agronomico e civile, tramite una cattura massiva continua, per ridurre sensibilmente la necessità di insetticidi chimici. 

Le regine di velutina vanno in ibernazione a inizio inverno, molte delle quali già feconde, rifugiandosi in cavità protette, come cumuli di legname ad esempio, più facilmente in zone putride o umide, ed è proprio in primavera che escono dall’invernamento e cominciano a vagare fameliche: hanno bisogno di sostanze zuccherine (cercano polline, fiori…) per nutrirsi a dovere dopo mesi di sosta e recuperare le forze per iniziare la ricerca di luoghi adatti a costruire il nido per le future colonie.

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Le mosche sono insetti molto diffusi e presenti in varie specie nel nostro Paese e oltre a creare fastidio, possono trasmettere varie malattie, posandosi sul cibo prima che venga ingerito: gastroenterite, dissenteria, vermi intestinali, salmonella, ecc.

Nei magazzini di stoccaggio alimentare, così come nelle aziende, le mosche possono contaminare la produzione, provocando ingenti danni economici.

 

(Foto: Ulleo @ Pixabay)

La Cydia pomonella è tra i lepidotteri più dannosi per le pomacee.

Le larve danneggiano i frutti scavando delle gallerie, dove rimangono fino a fine sviluppo. 

I danni che provocano sui frutti, ne causano la caduta e pertanto non possono più essere commercializzati.

 

(Foto: Donald Hobern @ Flickr)

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La mosca del noce è un dittero facilmente riconoscibile: è color crema e spesso presenta macchie nere, ali trasparenti con bande scure.

Ogni femmina può deporre fino a 400 uova, all’interno del mallo delle noci che viene, in precedenza, già marcato dalle femmine stesse con un feromone inibitore (per far si che altri esemplari non depongano nella stessa noce).

Allo schiudersi, le uova si nutrono del mallo; le larve maturano in 3-5 settimane: causano l’annerimento del mallo che piano piano copre tutto il frutto.

 

Si tende a usare le trappole per vespe solo quando la frutta matura è sugli alberi: non è sufficiente.
Vespe e calabroni, infatti, sono golosi di fichi, mele, pere e quante altre sostanze zuccherine il nostro frutteto gli offre, ma quello che non sappiamo è che usare le trappole per vespe solo quando sulle piante la frutta è matura, è troppo tardi.

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